14 novembre 2011

Ma Berlusconi non finisce qui

Ho cercato di dirlo già sabato: in casa, tra amici e colleghi, su Twitter. Niente da fare, l’euforia del momento era tale da passare in subordine qualsiasi tesi volta a non esaltare quel gesto che tutto significava fuorché “responsabilità”. Perché se davvero di gesto responsabile si fosse trattato, Berlusconi avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni molto e molto tempo fa. 
Ha ragione chi oggi dice (Saviano su Repubblica, ad esempio) che il suo è stato il governo dell’immobilismo. Una inettitudine che ci ha obbligati a un passivismo pericoloso, prossimo al collasso. Poi, tutto quello che volete: l’Italia non è la Grecia, la nostra resta la terza economia della zona euro e il rischio default è molto più distante di quello che ci è stato fatto credere in questi giorni. D’accordissimo su tutta la linea. Ma è vero altrettanto, permettetemi, che il nostro è un Paese a crescita zero da diversi anni e che l’eredità di Prodi e Padoa-Schioppa, seppur nella tragica esperienza dell’Unione, è consistita (anche) in un differenziale Btp-Bund a soli 37 punti base. 
Appurato ciò, raccontavo, non ho visto nella salita al Colle di Berlusconi la reale uscita di scena politica del Cavaliere. Per una ragione semplicissima: fino a prova contraria è ancora lui il leader del centrodestra, indebolito anzichenò, ma ancora avallato da una cospicua legittimazione interna. E ciò significherà che, nostro malgrado, continuerà a farci sentire la sua voce, a dare la colpa agli altri – dalle sinistre all’euro passando per la Bce (che pure avrebbe potuto salvarlo) –, a lanciare proseliti tramite i Promotori della Libertà, a fare cioè quello che gli è sempre riuscito meglio: casino.
Se c’era una cosa auspicabile, sabato sera, quella era il superamento del berlusconismo e dell’antiberlusconismo, entrambi figli della stessa epoca. Al contrario, sono emersi come al solito. Forse per l’ultima volta in maniera così feroce. 
Però, ecco, se davvero credevate che sarebbe finita con le dimissioni, sappiate che ci sarà da attendere ancora un bel po’.