25 novembre 2011

Twitter, il social del momento

Io, per T-Mag

È considerato tra i cinquanta “twitteri” italiani da seguire. E a dirlo non è una rivista qualsiasi, ma la prestigiosa Wired. “A dire il vero la notizia mi è arrivata del tutto inaspettata. Non è che voglio fare il falso modesto, nel senso che Twitter lo amo molto, lo curo molto ed ho un seguito abbastanza evidente, ma da lì a finire tra i 50 da seguire in Italia ce ne passa. Poi, in genere, queste cose si sanno prima, io invece l’ho saputo perché qualcuno mi ha avvisato. E non mi sembrava vero”. Simpatico come appare sui social network, Rudy Bandiera fa un miliardo di cose: è giornalista, professionista dell’IT e consulente in ambito web. Ha un blog e inoltre, non abbastanza pago, scrive su Fanpage. È un tipo che bazzica molto la Rete e di social media ne sa, eccome. “Ho scoperto Twitter ad inizio 2008, quando mi sono iscritto – racconta a T-Mag –. Pensavo, francamente, che fosse un mezzo di comunicazione spartano, minimalista, ma io amo le cose che tendono ai bassi profili quindi mi è piaciuto quasi da subito. Dico quasi perché all’inizio del 2008 lo usavano davvero in pochi in Italia. Dopo diversi anni sono assolutamente certo che mi sia tornato utile anche nel lavoro, per diversi motivi: fare una twittata e vedere le persone su un blog passare da 0 a 40 è una grande soddisfazione, vuol dire che si gode di una discreta credibilità e che la gente si fida di te. Allo stesso tempo si ha appunto la responsabilità di quello che si scrive, ci si espone e si deve, sempre, comunicare con tutti, a qualunque livello e su qualunque argomento. Insomma, il difficile non è esserci ma rimanerci”.