22 dicembre 2011

L’articolo 18? “Un falso problema”

Io, per T-Mag

Il governo ha preso un impegno, recentemente ribadito dal ministro Elsa Fornero: la creazione di posti di lavoro. I dati sulla disoccupazione – soprattutto quelli relativi a determinate categorie – sono allarmanti. Sotto i 35 anni, nel 2010, il numero degli occupati ha registrato un calo di 980 mila unità. E nella fascia di età 15-29 anni uno su quattro non lavora, secondo l’ultimo Rapporto del Censis. 
“Nonostante le riforme degli ultimi anni con le leggi Treu e Biagi il nostro resta uno dei peggiori mercati del lavoro con bassissimi tassi di occupazione giovanile e femminile”, spiega a T-Mag Michele Tiraboschi, professore ordinario di Diritto del lavoro all’università di Modena e Reggio Emilia, allievo di Marco Biagi e presidente di Adapt. “La vera grande priorità – prosegue il suo ragionamento Tiraboschi – è il lavoro nero. Un quarto della economia del nostro Paese è sommersa e questo porta con sé un esercito di lavoratori non dichiarati. Che una riforma del mercato del lavoro sia necessaria mi pare evidente. Serve però una riforma vera, non una riforma che con la scusa di promuovere l’occupazione giovanile si occupa unicamente di demolire il vecchio diritto del lavoro senza prospettare nulla di realmente utile e innovativo”.