21 dicembre 2011

Mentre si parla di Articolo 18

In questi giorni si parla molto (di nuovo) dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sull'argomento ci tornerò a breve, ma è doveroso precisare come – prima dell'articolo 18 – sono ben altre le istanze da affrontare. Il mercato del lavoro necessita davvero di una riforma radicale, soprattutto per salvaguardare le categorie che rischiano maggiormente di restarne fuori, impantanate come sono nel bailamme dei contratti atipici. 
Aly Baba Faye ha dedicato un po' del suo tempo a T-Mag. In due puntate (che vi consiglio di leggere qui e qui) ha spiegato l'essenza della convivenza e dei migranti quale risorsa. E del perché la nostra offerta sia di fatto bloccata: 

Oggi l’Italia ha bisogno di lavoratori immigrati considerando il fatto che il turnover è bloccato in diversi comparti produttivi. L’agricoltura, l’edilizia, il commercio, il turismo, l’assistenza sociale entrerebbero in crisi senza l’apporto della forza lavoro immigrata. Si nota in questi ultimi anni una ripresa di flussi in uscita soprattutto di giovani professionalizzati (skilled) che fa parlare di un fenomeno di “fuga dei cervelli”. Ma questo ultimo aspetto deve essere letto in termini diversi perché si tratta di una tipologia specifica delle nuove mobilità ovvero la “circolazione del capitale umano”. E quest’ultima questione la dice lunga sul fatto che l’Italia non potendo trattenere i propri talenti non ne attira più di tanto.