15 dicembre 2011

Quale futuro per l’Unione europea?

Io, per T-Mag

Durante il suo intervento in Senato per riferire quanto deciso dal Consiglio europeo l’8 e il 9 dicembre, il premier Mario Monti non ha negato le profonde divergenze tra gli Stati membri dell’Ue riguardo alcune specifiche questioni. Su tutte la possibile emissione di eurobond, titoli di debito comuni, su cui la Germania ha espresso più volte la sua contrarietà. Ma la spaccatura più profonda è stata quella consumata dalla Gran Bretagna che si è sfilata dall’accordo raggiunto (dunque a 26 anziché a 27) sul un nuovo patto di bilancio. “È verosimile che la scelta britannica – osserva Enzo Cannizzaro, professore ordinario di Diritto dell’Unione europea all’università La Sapienza – possa però avere serie ripercussioni sul piano istituzionale, data la difficoltà di modificare i trattati istitutivi dell’Unione senza un accordo unanime degli Stati”. 
“Le difficoltà – spiega ancora Cannizzaro a T-Mag – sono dovute essenzialmente a ragioni politiche. Gli stati dell’area euro intendono modificare i trattati esistenti per rafforzare la sorveglianza sui bilanci e per stabilire una cooperazione più stretta in materia fiscale che conduca ad una politica comune, mentre il governo britannico ha chiesto, al fine di aderire a tale trattato, delle concessioni in materia di servizi finanziari che avrebbero assicurato alla Gran Bretagna un diritto di veto su future decisioni”.