3 gennaio 2012

C’è un’Italia beffata, parola di Pedica

Io, per T-Mag

Quella del 15 gennaio a Roma al teatro Sala Umberto, a pochi passi dai palazzi della politica, sarà una manifestazione dei cittadini. O, per meglio dire, di quel 40-45% che rappresenta l’area del non voto. Una iniziativa a tutto campo – spiega a T-Mag il senatore dell’Italia dei valori, Stefano Pedica, tra i promotori della giornata (in programma dalle 10 alle 13.30) – che spazierà dall’indignazione per i ritardi strutturali che caratterizzano la sanità, la ricerca e lo sviluppo al no a Equitalia, passando per una riflessione sull’amministrazione di Roma Capitale. 
“C’è un’Italia beffata – ragiona il senatore dell’Idv, raggiunto telefonicamente –, beffata dalla casta, dai poteri forti delle banche, dal governo Monti il cui progetto è volto a scansare la politica. L’intenzione è quella di dare voce all’opinione pubblica, al popolo degli indignati che forma l’area del non voto destinata a crescere di questo passo”. 
Pedica ha presentato la legge “cancella Equitalia” e in queste ore si è molto discusso del post pubblicato sul blog di Beppe Grillo dopo gli attentati di Foggia e Modena (I botti di fine anno di Equitalia). “La violenza è sempre da condannare – afferma l’esponente dipietrista –, ma le parole di Grillo vanno ragionate. Equitalia colpisce le fasce più deboli tra cui le piccole e medie imprese. Le grandi imprese, al contrario, sono più tutelate. Non c’è solo il nodo dell’evasione fiscale, ma anche quello dell’evasione contributiva. Equitalia considera chi non paga un evasore, anche se non paga semplicemente perché non ce la fa, per morosità. Esiste quindi un ‘problema Equitalia’ e la legge da me presentata intende ovviare a questo problema”.