4 gennaio 2012

Perché ci si incazza

Metto le mani avanti, a scanso di equivoci. So benissimo che le due questioni hanno pochissima assonanza, epperò epperò... 
In queste ore è un gran parlare degli stipendi dei parlamentari, è così da mesi a dire il vero, ma dopo il pronunciamento della Commissione Giovannini lo è un po' di più. Io non ho mai negato un'idea: non è uno scandalo che un parlamentare, o più in generale chiunque ricopra un ruolo di rappresentanza, guadagni tanto. Sia beninteso: tanto, non troppo. C'è tuttavia una questione di minima decenza, si richiedono sacrifici ai cittadini data la situazione e non se ne fanno una volta eletti dai cittadini stessi. 
Non solo: resta in auge una norma (già contenuta nella legge sulla sicurezza del 2009, dapprima bloccata poi riproposta in un decreto del precedente governo) che prevede un ulteriore balzello per gli immigrati che devono rinnovare i permessi di soggiorno. La tassa varia al variare della durata dei permessi e può arrivare fino a 200 euro. Va da sé che non si tratta di una misura inclusiva, semmai il contrario (e stupisce che nessuno dell'attuale esecutivo se ne sia accorto). Devono sacrificarsi di più loro, gli immigrati, insomma. E noi comuni cittadini, appunto.
Non tutto il vento che soffia appartiene all'antipolitica. A ben vedere qualche motivo per stare incazzati c'è.