23 aprile 2012

Una precisazione che (mi) dovevo

È una precisazione che devo ai quattro gatti che di tanto in tanto frequentano questo blog: in superficie non avrei cambiato idea sul governo, che continuo a ritenere in ogni caso la migliore soluzione possibile, almeno ripensando a chi c'era prima. Se formalmente ho cambiato modo di esprimermi (e altrettanto ho fatto scrivendo sul blog in maniera più spicciola) nei riguardi dell'esecutivo è solo perché vorrei che si apra quanto prima una sorta di “fase tre”. Vale a dire quella delle scelte popolari che presto o tardi dovranno prendere il posto delle precedenti, inevitabili e impopolari (appunto). Si potrebbe iniziare da qualche taglio consistente alla spesa pubblica al fine di incentivare, quando le condizioni lo permetteranno (magari anticipando il ruolino di marcia), un minore carico fiscale che finisce sul groppone di comuni mortali, famiglie e imprese. Si potrebbero attuare misure che agevolino per queste ultime l'accesso al credito e coadiuvare i partiti nell'ambito delle riforme istituzionali, altrettanto fondamentali. 
Stare un po' dalla parte del cittadino, insomma. La crescita deve ripartire anche da qui, il tempo stringe e il dopo mi spaventa.