1 maggio 2012

La Festa del lavoro al tempo della crisi

È un Primo Maggio contro la crisi quello che si celebra da qualche anno a questa parte. Stavolta lo è di più. La Festa dei lavoratori pare si stia trasformando piuttosto in una giornata di riflessione su come superare l’alto tasso di disoccupazione o qualcosa di molto simile. In Italia sono 2,1 milioni le persone senza un lavoro. Lo ha riferito non più tardi di un giorno fa l’Ilo (l’Organizzazione internazionale del lavoro dell’Onu). Nel quarto trimestre del 2011, è stato rilevato, la disoccupazione ha raggiunto livelli record – i più alti dal 2001 – attestandosi al 9,7%. E i dati reali potrebbero essere peggiori perché ai 2,1 milioni di disoccupati andrebbero poi aggiunti i 250 mila lavoratori in cassa integrazione. 
Ma ci sono numeri che oggi appaiono ancora più inquietanti. E sono quelli relativi alla disoccupazione giovanile, che ormai si attesta al 32,6%. Un campione che contempla, almeno in parte, anche l’esercito dei Neet (Not in education, employment or training), vale a dire tutte quelle persone che non studiano né lavorano. Sono 1,5 milioni, sempre secondo l’agenzia dell’Onu. 
Certo, queste cifre sono figlie della crisi economica. Ma anche di un ritardo strutturale che ha concesso troppo poco alle giovani generazioni. E non solo a loro. L’Istat ha recentemente censito 2 milioni 897 mila inattivi (+4,8%, pari a 133 mila unità in più su base annua), il livello più elevato dal 2004. In questo contesto, anche il divario di genere si fa sentire. Nella media dello scorso anno, le donne che appartengono al gruppo degli inattivi corrispondono al 16,8% delle forze di lavoro, a fronte del 7,9 % degli uomini.

(continua su T-Mag)