Le prossime elezioni

Ho letto con sincero interesse l’intervista di Luigi De Magistris all’Unità. Diciamo che l’interesse è andato aumentando nel frattempo, causa le tante defezioni – per così dire –, da Fassino a Pisapia passando per Zedda, che ha colpito l’improbabile lista dei sindaci, ideata proprio dal primo cittadino di Napoli. Infatti, dopo giorni di annunci e proclami, De Magistris tiene a precisare: “Ci sono equivoci continui. Io ed altri sindaci ma anche persone meno note e molto attive in politica, abbiamo deciso di creare un movimento politico, non un partito…”, e via alle solite nenie su Grillo e il Movimento 5 Stelle. La parte che più colpisce dell’intervista è alla fine, quando De Magistris mostra un’invidiabile lucidità. 

(rivolgendosi all’intervistatrice) Sa dove si vinceranno le prossime elezioni? Tra gli studenti, i giovani disoccupati, gli operai: tutta quella gente che ha una grande voglia di partecipazione, e mi creda ce n’è tanta, ma non si riconosce in un partito. E noi sindaci possiamo fare una campagna elettorale vincente. Il messaggio che deve passare è che la rivoluzione si può fare governando non stando all’opposizione. 

Le elezioni, generalmente, sono sempre state vinte tra quelle categorie che De Magistris elenca, è naturale che sia così. Forse è accresciuto il peso specifico di studenti, disoccupati e operai data l’incertezza del futuro e la delicata fase economica che stanno attraversando. Ma ciò che De Magistris dimentica di dire – sintomo di una classe politica poco conscia del momento – è che la prossima tornata elettorale equivarrà ad una prova del nove. Non ci sarà la possibilità di riprovarci, chi fallisce corre il rischio di non potersi ripresentare in seguito. De Magistris e gli altri colleghi, dunque, pensino a fare bene quello per cui sono stati votati dai cittadini: i sindaci. Comunque il loro apporto in campagna elettorale non mancherà di certo.

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