Maurizio Ferrera, sulle pagine del Corriere della Sera, sovverte il paradigma “cane da guardia”. E, visti i tempi, credo che tutti i torti non li abbia.
È quasi superfluo aggiungere che il ruolo di «cane da guardia» sulla serietà delle varie proposte politiche dovrà essere svolto anche dalla società civile, nelle sue varie articolazioni, e in ultima analisi dagli elettori. È sulle loro spalle, infatti, che ricadranno i benefici o i costi del confronto elettorale e, questa volta più che mai, delle valutazioni che ne trarranno gli osservatori stranieri.



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