23 novembre 2012

Io speriamo che me la cavo

Uno dei motivi per cui era auspicabile un Monti bis ruotava attorno ad un semplice quesito: sono cambiati il Paese e la nostra classe dirigente nel frattempo? È presumibile - non solo perché tecnicamente Napolitano ha sgomberato il campo dagli equivoci, o forse no, su un'eventuale candidatura di Monti (che poi, ce lo vedete Monti ad andare in giro in camper e a riempire teatri?) - che non vi sarà alcun bis o che almeno l'attuale premier non eserciterà particolari ingerenze nella vita politica. Monti ha tentato di normalizzare l'Italia nonostante i Batman e altri ambigui personaggi con o senza maschera. E c'è persino riuscito, in parte. Ma le ragioni politiche non seguono mai un sentiero a senso unico e il livello di approvazione (o di disapprovazione) dei partiti è sempre duplice, e non necessariamente l'uno esclude l'altro. Monti andava bene (e andrebbe bene) fintanto che c'era da fare i conti con l'Europa e con la rinnovata credibilità internazionale. Monti non va più bene (e non andrebbe bene comunque) nel momento in cui urgono misure impopolari che la gente - sfinita, sfiduciata, incazzata - riversa nelle piazze. 
Corrisponde al vero quanto scrive Il Post, cioè che al momento l'unica proposta politica degna di nota è quella offerta dalle primarie del centrosinistra. A ciò si aggiunga che le primarie del centrodestra non presentano il medesimo appeal, vuoi per l'inconsistenza dell'offerta programmatica vuoi per la risibile scelta di alcuni candidati vuoi, infine, perché Berlusconi si è dovuto piegare obtorto collo per non spaccare i suoi. La domanda, però, resta la stessa: qualcosa è cambiato nell'aria? Non è l'impegno massiccio della società civile - dai parenti serpenti di Italia Futura e Fermare il declino alle tante liste che completeranno il quadro elettorale - che può farci sperare in meglio. È ancora tutto un divenire di cui siamo ignari. Ma la sfida è importante e va colta non per recuperare voti, bensì credibilità: come l'Italia in Europa, i partiti con i cittadini. Questo, forse, è il maggiore lascito del governo Monti. Speriamo che la politica non perda l'occasione.