9 gennaio 2013

Gli immancabili esponenti della “società civile”

L’ultimo in ordine di tempo “a far notizia” è stato Giampaolo Galli, ex direttore generale di Confindustria. Ma anche Michela Marzano, l’economista Carlo Dell’Aringa, il numero due della Cisl Giorgio Santini, e l’ex leader della Cgil Guglielmo Epifani, il procuratore anti-mafia Pietro Grasso, i giornalisti Massimo Mucchetti e Corradino Mineo. Tutte persone dal curriculum invidiabile e che, nelle proprie materie di competenza, accresceranno le capacità del Partito democratico di affrontare le sfide socio-economiche dell’Italia. Questo, in soldoni, il pensiero espresso in diverse occasioni da Pier Luigi Bersani. Il momento della compilazione delle liste (che nel caso del Pd sono state approvate nella serata di martedì), che di fatto anticipa la competizione vera e propria, ha sempre riservato qualche sorpresa per via della presenza di personalità provenienti dalla cosiddetta società civile. Uomini e donne pescati non tra i “politici di professione”, bensì tra le migliori menti del Paese. E non ridete: il listino bloccato previsto dal Porcellum avrebbe potuto favorire, anni addietro, una più accurata selezione di “eccellenze” da mandare in Parlamento. Purtroppo, come la storia recente ha ampiamente certificato, non è stato. O almeno si è persa (più di) un’occasione per rendere una legge elettorale invisa, a parole, uno strumento meritocratico. Allo scopo di aggirare l’ennesimo “equivoco”, il Pd ha perciò organizzato nei giorni scorsi le primarie per il Parlamento che hanno garantito – assicurano – il 90% dei candidati. Dopodiché, ben vengano personalità di spessore. Persino Carlo Dell’Aringa, appunto, che fu tra gli estensori del Libro Bianco di Marco Biagi.

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