7 gennaio 2013

Un paradiso infernale

A Stefano e Fabiola 

Quando il 4 gennaio del 2008 il bimotore della Transaven diretto alle Los Roques da Caracas scomparve dai radar, subito si parlò di inabissamento. Passarono giorni e nulla venne a galla se non il corpo senza vita del copilota del piccolo velivolo, in circostanze particolari. Indossava gli slip e pochi altri oggetti. Non sembrò, agli esperti, il tipico morto annegato. In quell'aereo, come si può facilmente immaginare, non c'erano molte persone a bordo. Tra le 14 e le 18 in tutto, delle quali otto erano nostri connazionali. 
Come sempre accade in questi casi, all'inizio l'attenzione mediatica fu tanta. Poi, con il trascorrere delle settimane, piano piano si affievolì. A far riaccendere i riflettori sulla vicenda erano di volta in volta le iniziative dei familiari dei dispersi che mai, giustamente, si sarebbero arresi. Non c'era stata ancora l'occasione, se necessario, di piangere i propri cari. Quale famiglia avrebbe potuto accettarlo? Tra vari tira e molla, più molla che tira, le ricerche nel Mar dei Caraibi sono state sempre rinviate, per inadempienza del governo locale e perché le parti in causa - Venezuela e Italia - non sono mai riuscite a mettersi d'accordo nonostante un contratto di compartecipazione approvato. 
Sono passati cinque anni esatti. E nel giorno del triste anniversario, destino beffardo, un aereo scompare mentre percorreva la medesima tratta sebbene al percorso inverso, direzione Caracas. Al momento non se ne sa molto di più, se non che all'interno viaggiavano quattro italiani tra i quali Vittorio Missoni, figlio del noto stilista. 
Per cinque anni le famiglie delle vittime del 2008 hanno tentato di convincere le istituzioni a spostare le indagini sul narcotraffico che già altre volte in quelle zone aveva operato indisturbato. Per cinque anni, nessuno, comprese le autorità italiane e venezuelane (queste ultime per interesse? speriamo di no), se ne sono curate granché. Forse è giunto il momento di prendere l'ipotesi in considerazione e di iniziare a sconsigliare viaggi in quel paradiso infernale.