23 gennaio 2013

Una campagna che più noiosa non si può

Avevamo immaginato, a torto o a ragione, una campagna elettorale dai contenuti di spessore. Sapete com'è, no? La crisi, la disoccupazione, le difficoltà ad accedere al credito, l'impossibilità di fare impresa, la sicurezza sul lavoro, i diritti civili, le carceri sovraffollate, eccetera eccetera. 
Pochi giornali ricordano i ritardi e le difficoltà del Paese. Alla presentazione della piattaforma google.it/elezioni, Gianni Riotta ha elogiato la sfera quasi ludica della politica senza la quale altrimenti non ci si appassionerebbe. Epperò la quasi negazione dei problemi per racimolare qualche voto ("lo spread è un inganno", "il governo tecnico ha salvato l'Italia dal precipizio") si traduce in elucubrazioni dialettiche che poco giovano agli elettori. 
I partiti si sono dati una ripulita (anche perché costretti). Qualcuno si è rifatto il look, ha inserito nelle proprie liste nomi che stanno alla politica come i cavoli a merenda e ci promettono cosa non si sa, dato che di programmatico c'è il vuoto assoluto. Tutti vogliono fare la rivoluzione, ma anche in questo caso non sappiamo come. C'è chi la propone civile e chi si autodefinisce "moderato in rivoluzione". Tutti aspirano alla "buona politica" e al "bene comune", magari un giorno ci spiegheranno persino le modalità. E fortuna che a 'sto giro dovevamo vederne di belle...