18 febbraio 2013

Girlfriend in a coma


Girlfriend in a coma è la più classica delle fotografie sull'Italia che possa scattare un osservatore straniero, per quanto colto ed esperto. Ricorda il pezzo di Johnn Prideaux che l'Economist pubblicò qualche tempo fa, anche se già da alcuni anni Bill Emmott non era più il direttore del noto settimanale britannico. Nel suo documentario, tanto per non smentirsi mai, Emmott riprende da dove Prideaux aveva lasciato: da Silvio Berlusconi. E poi dalle mafie e dai ritardi strutturali che non siamo riusciti a colmare negli ultimi anni. 
Ora, siamo alle solite: addossare tutte le colpe del declino dell'Italia ad un solo uomo riconduce ad una visione miope di quelli che sono i problemi atavici del Paese (e non è intervistando Saviano o Travaglio che mi si convince del contrario). Ma dobbiamo farcene una ragione e non lamentarcene. Rigorismo e austerità, che oggi deploriamo, li associamo ad Angela Merkel, l'Imu a Mario Monti, Sanremo a Mike Bongiorno, il cacio ai maccheroni, la nutella al pane. Possiamo incazzarci quanto volete, che gli altri non sono migliori né possono impartire lezioni. Non possiamo neppure negare, però, che se altrove ci dipingono sempre allo stesso modo, è perché abbiamo offerto un'immagine negativa di noi stessi. Ognuno ha il bunga bunga che si merita.