18 febbraio 2013

Il Paese delle canzonette

Prima che venisse ufficializzata la vittoria di Mengoni a Sanremo (qualcuno deve essersi ricordato del torto che subì qualche anno fa in finale con Scanu), il “popolo di Twitter” era tutto per Elio e le storie tese (che si sono aggiudicati, invece, i premi della critica), mostrando una certa riluttanza nei confronti dei Modà. Al contrario, dati alla mano, il “popolo del televoto” è stato tutto per Mengoni o per i Modà. Forse non basta, ma i numeri spiegano che c'è una evidente discrepanza tra mondo reale e Twitter. E il mondo reale è quello delle canzonette, che piaccia o meno. Certo, detta così potrebbe sembrare che chi è su Twitter e giudica (in questo caso a favore di Elio e contro i Modà o Mengoni) sia più intelligente degli altri che guardano esclusivamente la tv. Affatto: a suo modo anch’esso è un contagio modaiolo, nonostante sia dettato da una massa critica attiva.
Quello che però mi preme sottolineare, perché ritengo possa essere rapportato ad altri settori di conoscenza o ambiti produttivi, è che noi siamo ciò che mangiamo. Ed è vero sempre, finanche se ascoltiamo determinate canzoni alla radio. E ha ragione Elio, tanto per restare in tema, quando sottolinea in un’intervista a La Repubblica (via il Post) che il pubblico va guidato, indirizzato, come faceva la Rai all’inizio. La conseguenza, altrimenti, non può che essere una (e qui la responsabilità enorme è delle major e di chi distribuisce opere non all’altezza). 

A forza di puntare verso il basso abbiamo prodotto suoni orribili. Questo verrà ricordato come il medioevo della musica.