12 febbraio 2013

Il Papa si dimette, evviva il Papa

A un certo punto, è successo che il palinsesto informativo di lunedì sia stato stravolto dalle "dimissioni" del Papa, cosicché la campagna elettorale, per un giorno, venisse oscurata. Giungo subito alle conclusioni: dubito che la decisione di Benedetto XVI decreterà la morte mediatica della campagna elettorale, salvo che non si creda a qualche teoria complottista o ad un tempismo curioso in grado di ricompattare il voto cattolico (c'è un Saviano in ognuno di noi e avrei scommesso un milione di euro al riguardo). 
Quello che so è che, se mai fosse, sarebbe una manna dal cielo, proprio. La campagna elettorale a cui stiamo assistendo è tra le più brutte di sempre sebbene l'Italia sia un Paese ancora sotto osservazione. I leader lo sanno, ma evitano accuratamente di ricordarlo e i media fanno troppo poco per metterli alle strette. Anzi, fungono da cassa di risonanza alle boiate sesquipedali che ci propinano ogni giorno, quando il dibattito dovrebbe essere ricco di idee e di proposte (inutile spiegare perché). 
Almeno per un giorno ci si distrae: il Papa si dimette, evviva il Papa.