19 febbraio 2013

In parte si è già perso

Ho evitato ieri di commentare più del dovuto la querelle Giannino-Zingales perché la ritenevo di per sé un fatto sì importante, ma non dirimente al fine di un qualche sconvolgimento elettorale. Da quanto ne sappiamo Giannino - che poi la questione sta tutta in ciò che scrive oggi Gramellini, tra il serio e il faceto - potrebbe fare un passo indietro, in virtù dell'onestà e della trasparenza di cui si era fatto portavoce. Messa così, appare dunque una questione più importante di quanto non avessi considerato nella giornata di lunedì. Può rischiare, infatti, di rivelarsi deleteria per i cittadini, ancor prima che per questo o quello schieramento. La sensazione ormai generalizzata (e i sondaggi sottaciuti che girano online lo confermerebbero) è che Grillo possa prendere più voti di quelli stimati in principio. Significa, in altre parole, che la protesta c'è e pesa, e chi si recherà alle urne con l'idea di votare un partito più tradizionale lo farà turandosi il naso. È la logica del meno peggio, che però non contempla i "nuovi" e alcuni "piccoli", i cui consensi sono basati sul rapporto indiretto: "Mi hai convinto, mi fido di te" (ma parliamo pur sempre di percentuali basse). Il ragionamento, se vogliamo, è anche più semplice e lo argomenta al meglio Luca De Biase

Questa campagna elettorale è stata piuttosto deludente. Alcuni politici sembrano aver parlato tra loro, di cose loro; altri hanno fatto demagogia della più palese specie. Gli italiani che l’anno scorso avevano capito quanto impegno erano chiamati a profondere per uscire dalla crisi nella quale li aveva lasciati una decina d’anni di perdita di tempo politica si aspettavano una cosa seria. E invece hanno visto una discesa verticale del livello del dibattito. 

"L'importante - ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Napolitano - è che finita la fase vitale della campagna elettorale si ristabilisca piena consapevolezza dei problemi da affrontare". Il problema è che se alle urne ci si reca turandosi il naso, in parte si è già perso.