8 febbraio 2013

Uomini (politici) con i cani in braccio

Qualcuno l'ha voluta leggere come “l'umanizzazione” – concedeteci il termine di per sé pessimo – dei leader politici, che altrimenti apparirebbero come dei corpi avulsi. Dapprima fu Silvio Berlusconi, immortalato con in braccio una cagnolina (e con tanto di prima pagina su Il Giornale). Poi toccò al morigerato Mario Monti, su provocazione beffarda di Daria Bignardi durante il suo programma Le invasioni barbariche
Il punto cruciale della questione, quasi a riscrivere i trattati di comunicazione politica, è che lo spunto è di quelli che hanno successo, che te ne fanno parlare per alcuni giorni. Il tempo sufficiente per costruirci sopra immagini da postare qua e là, istantanee da “mediaticizzare” all'uopo. Perché, diciamo la verità, se i protagonisti sono gli animali quella immagine è senza dubbio più dolce. E gli italiani, altra verità, sono particolarmente sensibili al tema. Ricordate, ad esempio, il caso Green Hill? Ebbene, l'87,3% degli italiani si dice contrario alla vivisezione. Più della metà delle famiglie, inoltre, vale a dire il 55,3% del campione di riferimento, ha in casa uno o più animali domestici. Inutile aggiungere che cani (55,6%) e gatti (49,7%) siano i più amati. E badate che c'è Oscar Giannino che ricorda di averne tre di gatti, e non da un paio di giorni... 
D'accordo, in definitiva: quella del cane in braccio è una strategia che a suo modo ha funzionato. Ma adesso possiamo anche ricominciare a parlare d'altro.

(anche su T-Mag, con qualche immagine in mezzo)