25 marzo 2013

Dopo una giornata come quella di sabato

Bersani che incontra Saviano è un po' come fare le nozze con i fichi secchi. È il segno del cambiamento, si dirà. Ma è pur sempre una questione di immagine, che in politica non guasta mai. C'è fretta di dare un governo all'Italia, il problema è che non si può pretendere di avere fretta dopo venti - 20 - anni di immobilismo. Tanto per dire: fa quasi sorridere una piazza convocata – alla buon'ora – per l'ineleggibilità di Berlusconi. E fa altrettanto sorridere, amaramente, ascoltare Berlusconi in piazza arringare la folla su toghe rosse, pressione fiscale e rischio bolscevico al Quirinale. Dopo vent'anni stiamo ancora ai nastri di partenza, con l'aggravante della crisi. 
E Bersani ricorda, l'indomani, che la situazione è drammatica per il Paese, che serve un miracolo. L'aritmetica, del resto, non gli basta e nei confronti del Pdl  di Berlusconi – c'è un pregiudiziale raggio di azione. Neppure i miracoli serviranno, dopo una giornata come quella di sabato.