4 marzo 2013

Inutile girarci intorno

Il punto è che Bersani non può pretendere di sfidare il Parlamento sulla base di otto punti programmatici (che a leggerli come li ha elencati il segretario del Pd sembrano un programma bello e buono, pertanto di difficile realizzazione data la situazione). È una cosa che non sta né in cielo né in terra e Bersani lo sa bene, ché da Napolitano dovrà presentarsi con maggiori credenziali. Appare abbastanza certo che un sostegno del Movimento 5 Stelle non è affare da ritenere concluso (semmai è vero il contrario con buona pace dei retroscenisti politici). Parliamoci ancora più chiaramente: Grillo non può scansare qualsiasi ipotesi di fiducia a questo o a quel governo per promettere voti sui singoli provvedimenti. Alla seconda fase neppure ci si arriverebbe, ché gli altri i numeri non li hanno (salvo la formazione di un governissimo, però scongiurata dai più nel centrosinistra). 
Pare evidente, tuttavia, che nessuna forza politica – restia dal prendersi una benché minima responsabilità in un senso o nell'altro – abbia l'intenzione di spiegare agli elettori la gravità del momento (non è il caso di Bersani, tutto sommato). C'è poca consapevolezza da parte dei cittadini – non della contingenza, bensì dell'immediato futuro – e la colpa è di chi ostenta un falso ottimismo che può tornare utile al prossimo giro di consultazioni in quanto trasformato successivamente in un'accusa di immobilismo. Un espediente che potrà invece rivelarsi dannoso persino a chi si era proclamato campione della trasparenza e dell'onestà.