4 aprile 2013

Lo stallo e la perdita di tempo

Non vorrei che il dibattito sulla perdita di tempo – per Renzi si sta perdendo tempo, per Napolitano no – si riveli, alla fine della fiera, una gran perdita di tempo. La sensazione a naso è che lo stallo politico di questi giorni (parola inflazionata e di cui mi approprio controvoglia) sia figlio del nostro essere italiani: un Paese di brava gente, certo, ma brava gente che ama adagiarsi. 
È un concetto che ho espresso già altre volte, in passato, e che ritengo essere foriero dei tanti “stalli” a cui assistiamo di volta in volta. La farò breve: se la situazione post voto è di “stallo”, è solo perché non siamo stati abituati negli ultimi anni a convivere in condizioni di assoluta parità (e la legge elettorale, in questo caso, c'entra poco per quanto vada cambiata che così com'è non aiuta). Ci sono tre forze di pari livello, più o meno, che non riescono a mettersi d'accordo perché ognuna non ci sta a fare da stampella all'altra e intendono spartirsi, consuetudinarie, la torta per conto proprio. 
Diverse esperienze europee, alcune molto recenti, dovrebbero insegnare che i tempi per cambiare gli schemi sono maturi e che, soprattutto in questo senso, non c'è più tempo da perdere. Non si capisce perché, ad esempio, l'architettura del nostro Paese non si possa cambiare dato che negli anni l'interpretazione del dettato costituzionale sia avvenuta un po' a piacimento dei singoli. Non si può, perché la nostra “è la Costituzione più bella del mondo”. Quest'ultima è la più classica delle etichette che ci hanno fatto adagiare sugli allori in quanto italiani, per cui non siamo disposti a spostare una virgola che sia una. E ci va bene fintanto che non arriva lo “stallo”, che però non sappiamo affrontare. E la risposta non può essere “torniamo subito al voto”: è come dare dei coglioni agli elettori che si sono espressi soltanto un mese fa (e magari un po' coglioni lo siamo, ma non sono “loro” a dovercelo dire). A stretto giro di posta, qui sta il punto, al massimo può verificarsi uno spostamento di equilibri, ma lo stallo attuale non sarebbe scongiurato del tutto. Va trovata una soluzione che non sia mero scouting di grillini e che esuli dal solito assioma con-Berlusconi-mai, dopo che per anni si sono fatte cose in sua compagnia. Ormai fa quasi ridere.