25 maggio 2013

Caput mundi

A chi lunedì importerà di conoscere il nome del nuovo sindaco di Roma o dei due candidati che andranno al ballottaggio, cosa più plausibile? Si parlerà solo di una cosa a Roma, lunedì. Del derby di Coppa Italia. Qualcuno l’ha definita la partita più importante di sempre. Forse non lo è per chi ha vissuto la finale di Coppa dei Campioni, come si chiamava all’epoca, con il Liverpool
Ok, va bene. Non è la partita più importante di sempre. Però è il derby più importante di sempre. E dato che il derby non è una partita come le altre, ecco che tutto torna. Marchini tiferà Roma (e molti laziali non lo voteranno) così come Marino, De Vito e quasi certamente Alemanno, il quale in passato non ha nascosto le proprie simpatie per i colori giallorossi. 
Ma lunedì a Roma non sarà il giorno delle amministrative, sarà il giorno dei vincitori e degli sconfitti. E non interesserà a nessuno sapere se l’indomani la città eterna si sveglierà un po’ più a sinistra o un po’ più a destra, un po’ più grillina o mai prima di mezzogiorno. Lunedì sarà paradiso o inferno. 
A Roma è così. È derby tutto l’anno. E non c’è sindaco che possa farci nulla. 

(qui ci si risente martedì, se sarò sopravvissuto)