17 maggio 2013

Come se la passano i nostri vicini francesi

“La situazione economica è grave, anche se la recessione che sta attraversando è meno profonda di quella vissuta nel 2008-2009”. Queste non sono parole di un qualche esponente di governo italiano, ma del presidente francese Francois Hollande. Se a pronunciarle fossero stati Enrico Letta o Monti pochi mesi fa non ci saremmo stupiti. Naturalmente non è confutando le magagne altrui che ci risolleviamo, anzi. Ma per comprendere meglio la portata della crisi in Europa non è affatto un gioco perverso osservare la condizione socioeconomica dei nostri vicini. 
Quando Hollande fu eletto presidente nel maggio del 2012, assicurò il rientro dal deficit. A distanza di un anno, però, le previsioni della Commissione europea hanno stimato una crescita del disavanzo pubblico oltre la soglia del 3% del Pil sia nel 2013 che nel 2014, ovvero al di là dei parametri di Maastricht. Infine, ecco la doccia gelata per l’Eliseo: la Francia è entrata in recessione dopo la diminuzione del Prodotto interno lordo per due trimestri consecutivi. 
La disoccupazione ha raggiunto livelli mai visti dal 1997 e dovrebbe aumentare ancora nel 2014 (nel frattempo crollano i consumi). Solo nel primo trimestre dell’anno sono andati in fumo 20.300 posti di lavoro. Recentemente è stata approvata una riforma del lavoro – molto contestata, come di consueto in questi casi – che prevede una maggiore flessibilità (si parla soprattutto di rinegoziazioni relative a orari e retribuzioni), un accesso facilitato alla mobilità e una più snella procedura per i licenziamenti individuali e collettivi. Colossi come Peugeot-Citroen, Motorola e Danone, inoltre, sono alle prese con piani di ristrutturazione e Hollande, tempo addietro, ha ammesso che con ogni probabilità l’inversione di tendenza non si verificherà entro l’anno, nonostante le promesse in questo senso di inizio mandato. 
Insomma, la Francia si sta scoprendo il grande malato d’Europa. E non stupiscono, di conseguenza, i sondaggi negativi per Hollande. Appena il 22% dei francesi, era stato rivelato alcune settimane fa, è convinto della bontà delle misure intraprese dall’attuale inquilino dell’Eliseo.

(anche su T-Mag)