13 maggio 2013

Ma c'era la partita in tv

Mi ero ripromesso di non tornare sull'affaire Twitter, che lo trovo ad essere sincero un tantino stucchevole e inutile. La scorsa settimana ne hanno scritto giornali, dopo la decisione di Mentana di farne a meno, e ne ha scritto lo stesso Mentana. La questione è più semplice di come viene posta da tanti guru della rete (veri o presunti) o vip che si improvvisano twitstar con la pretesa che l'appeal sia percepito allo stesso modo, e cioè che Twitter è uno spaccato della vita reale. Non è vita virtuale (ammesso che un'espressione siffatta abbia ancora valore) né l'unica estensione di ciò che siamo nel nostro quotidiano. Altrimenti non si spiegherebbe la discrepanza tra lo share sotto il 6% della trasmissione di domenica sera su Canale 5 – La guerra dei vent'anni – Ruby, ultimo atto – e i tweet di commento – troppi – al medesimo programma di approfondimento, ehm, giornalistico. Alla fine l'italiano medio, da buon italiano medio, ha preferito guardare la partita in tv, magari tracannando una birra ghiacciata. Al Giuseppe Meazza si giocava Milan-Roma. Sempre roba di Berlusconi, in un certo senso. Vero.