16 luglio 2013

Di Calderoli, Giovanardi eccetera

Che poi, in definitiva, non si tratta neppure di capire se siamo razzisti o no, noi italiani. Si tratta, o almeno si dovrebbe trattare, di capire perché certi personaggi non riusciamo proprio a toglierli dal palinsesto. Vale per i Calderoli una volta, vale per i Giovanardi l'altra. E sia beninteso: sto scomodando i due maggiormente esposti. Loro stessi, peraltro, sono recidivi. E si dirà anche, perché magari conviene così, che in fondo con i consumi a picco, la povertà in aumento, la disoccupazione che cresce e tutto il resto che ci affligge dalla mattina alla sera, questo di Calderoli, del razzismo latente, delle boiate sparate allo scopo di occupare mezza pagina di giornale, sia l'ultimo dei problemi. Magari è pure vero, eh. Ma ricordiamocelo tutte le volte che penseremo all'Italia quale Paese in ritardo sui fronti più disparati rispetto ai partner europei o al resto del mondo.