6 agosto 2013

Piccoli borghi crescono

Tempo fa mi è stato chiesto dagli amici di Orvinio di scrivere un pezzo sull'importanza della comunicazione istituzionale per gli enti locali. L'ho fatto molto volentieri, perché li conosco, conosco il posto (che è bellissimo), so quanto impegno ci mettono nel rendere un piccolo borgo una grande realtà. E il periodico del Comune, Orvinium, ne è solo un assaggio. 

Alcuni anni fa l'assessore di un piccolo centro del Lazio – un noto esponente politico dalle sue parti – lamentò l'inadempienza dei propri collaboratori, rei di non essere stati in grado di comunicare ai cittadini gli ultimi provvedimenti varati. Il rimbrotto (qualcuno lo ritenne eccessivo, sbagliando due volte) era giustificato dalla scarsa richiesta di accesso al credito – oltre la soglia prevista – tramite fondi regionali trasferiti ai Comuni (e finalmente sbloccati dopo lunghi iter amministrativi), utili ad avviare nuove attività imprenditoriali. Immaginate ora il danno economico e quante possibilità di autoimpiego andate in fumo. 
L'importanza della comunicazione istituzionale per gli enti locali non può essere derubricata al mero aspetto accademico della questione. Senza di essa i cittadini sarebbero all'oscuro delle disposizioni normative e delle relative procedure, per non parlare delle opportunità di cui ognuno potrebbe usufruire favorendo processi di semplificazione o implementando modelli di sviluppo sociale. Cosa accadrebbe, ad esempio, se le persone beneficiarie di esenzione dalla spesa sanitaria non fossero a conoscenza delle scadenze per presentare la domanda? O, ancora, se le giovani coppie non fossero tenute al corrente sui bandi di iscrizione dei bambini agli asili nido? Facile: il sistema collasserebbe. Perché se ai tanti ritardi strutturali che affliggono il nostro welfare aggiungessimo pure la carenza informativa degli enti erogatori di servizi, avremmo allora conseguenze esiziali per l'intera collettività. Naturalmente nulla va lasciato al caso o alla sciatteria. Per avere successo e assicurare ai cittadini le giuste delucidazioni sulle prestazioni offerte servono competenze, l’acquisizione di una rete di comunicazione che sia la più vasta possibile, una certa dimestichezza con le moderne tecnologie. Se all’epoca chi di dovere avesse tenuto conto di questi pochi, ma fondamentali accorgimenti, l’assessore del piccolo centro del Lazio non avrebbe avuto di che rammaricarsi. 
Un errore da evitare è credere che a Orvinio una macchina così oleata non serva. Un intervento pubblico, la manutenzione fognaria, gli eventi culturali organizzati in uno dei borghi più ricchi di storia della Sabina, gli aiuti per le classi meno abbienti: sono le spinte propulsive che rendono grandi realtà come Orvinio. Perché mai non dovrebbero essere condivise con i cittadini?