9 settembre 2013

Con tutti i #@#@! che abbiamo

Faccio mio, con un giorno di ritardo, il pensiero domenicale di Camelot su Facebook. Che mi sembra si sposi perfettamente con il periodo, con ciò che leggiamo, con ciò di cui discutiamo. Sempre attuale, insomma.

Abbiamo 3,2 milioni di disoccupati; il Pil che seguita a contrarsi; una pressione fiscale senza pari; le imprese storiche, quelle con più di 50 anni di vita, che chiudono i battenti; se tutto va bene, torneremo ai livelli pre-crisi tra 10 anni, se va male, tra 20-25; abbiamo la popolazione più anziana al mondo dopo il Giappone e il tasso di fertilità femminile tra i più bassi dei paesi OCSE, il che comporterà ulteriore perdita di produttività e difficoltà a competere con le altre nazioni; stiamo economicamente morendo, lentamente ma in modo costante ed inesorabile: ecco, abbiamo tutti questi cazzi cui far fronte, e voi state ancora a parlare dell'8 settembre 1943? 

Tale riflessione, adesso, immaginatela accostata, chessò, alla decadenza di Berlusconi o agli interminabili dibattiti precongressuali del Pd. Ecco.