13 settembre 2013

Germania: la sfida Merkel-Steinbrück

A pochi giorni dalle elezioni tedesche (in programma il 22 settembre) Angela Merkel (Cdu) è in testa nei sondaggi. Tuttavia sono cresciute nei giorni scorsi le quotazioni del principale antagonista, il candidato socialdemocratico (Spd), Peer Steinbrück, sebbene domenica scorsa, dopo il dibattito televisivo, il 54% degli intervistati abbia espresso la propria preferenza ad Angela Merkel contro il 34% dei favori per Steinbrück. Un’eventuale vittoria dell’attuale cancelliera equivarrebbe ad una promozione, o quasi, ad una serie di politiche che hanno permesso alla Germania di consolidare il primato in Europa e dunque di essere l’economia trainante dell’Ue. Poco importa, sondaggi alla mano, se Steinbrück accusa la Merkel di avere creato divisioni nella società (“la Germania è la più grande area a basso salario d’Europa”). A luglio il tasso di disoccupazione si attestava al 5,3% (dati Eurostat), ma ad agosto sono stati persi, segnando il primo aumento in tre mesi, settemila posti di lavoro (raggiungendo così i 2,95 milioni). Il tasso di disoccupazione destagionalizzato resta comunque fermo al 6,8%, mentre sono diminuite le esportazioni a luglio dell’1,1% (a giugno si era registrato un +0,6%). Sono dati da non sottovalutare, in controtendenza rispetto alle aspettative degli analisti, che però non sembrano scalfire l’immagine di Frau Merkel. Un’immagine che, a livello europeo, è stata spesso di diverso tenore. Si ricorderà il Merkozy (ovvero la stretta collaborazione tra Merkel e Sarkozy) e si ricorderanno ancora le politiche eccessivamente rigoriste imposte sull’asse Berlino-Parigi e avallate da Bruxelles. Elementi che ne hanno caratterizzato il percorso politico negli ultimi due anni, ma che le potrebbero concedere di avviare una fase più conciliante in caso di rielezione. Un discorso orientato alla crescita che vale, evidentemente, anche per la prima economia d’Europa visto che Steinbrück si è scagliato contro il piano di austerità a cui è stata sottoposta la Grecia – definito un fallimento –, mentre a suo dire sarebbero mancati un impulso in questo senso e misure più incisive per contrastare la disoccupazione giovanile. 
Ma i numeri non sono, salvo sconquassi dell’ultima ora, dalla parte dell’economista socialdemocratico. Steinbrück, ad ogni modo, avrebbe maggiori chance alleandosi con la Linke (Sinistra), che gravita attorno all’8%. Una chimera, a sentire i diretti interessati. Ed ecco che tutto – oltre ai sondaggi favorevoli – fa pensare alla riconferma di Angela Merkel nella prossima tornata elettorale (anche se, sottovoce, c’è chi non ha escluso l’ipotesi di Grosse Koaliton in caso di esito incerto del voto. Ovvero: larghe intese in salsa tedesca). 

(anche su T-Mag)