24 settembre 2013

Telecom spagnola (o espediente all'italiana?)

Il fatto che molti giornali titolino Telecom parla spagnolo o giù di lì potrebbe indurre in errore, o almeno incontro ad un grosso equivoco. Telecom parla italiano e lo parla molto bene, anche. È una delle società più martoriate dal nostro sistema economico sempre poco incline ai cambiamenti, salvo – quando è stato il caso di operare in questo senso – proporre soluzioni posticce. Vanno bene gli investimenti esteri (più che bene) a fronte di una spesso dannosa campagna sulla salvaguardia dell'italianità a tutti i costi, va ancora meglio – talvolta – privatizzare a patto che non si svenda in fretta e in furia come accadde proprio a Telecom nel 1997 durante il governo Prodi. Di lì a poco saremmo dovuti entrare nell'euro e per fare le cose di corsa ci si accontentò di ciò che passava il convento. Da quel momento il gruppo, che solidissimo non è mai stato, ha cambiato guida quattro volte (fino a Telefonica, appunto). La compagnia spagnola, pure, non se la passa a meraviglia e viene spontaneo chiedersi se non sia – ancora stavolta – una mossa sbrigativa delle banche che controlla(va)no Telecom per rientrare di quanto fin qui bruciato. Sarà il tempo a smentire eventualmente l'ipotesi maligna, ma il timore che si tratti di un tipico espediente all'italiana è minimamente giustificato.