18 ottobre 2013

Macca colpisce ancora

Sarà per il titolo che ha deciso di dare al disco. Sarà che, nonostante gli anni avanzino persino per uno come lui, in definitiva resta un ragazzino. Fatto sta che l’ultimo lavoro di Sir Paul McCartney è qualcosa di nuovo per davvero. New (rilasciato in Italia il 14 ottobre) non è semplicemente l’album di un ex Beatles che a tempo perso decide di pubblicare un lp. New è un album pop rock con tutti i crismi, che nulla ha da invidiare ai lavori dei più giovani colleghi.
New è un prodotto ben confezionato, a cominciare dall’art psichedelica. Il baronetto è tipo furbo e per l’occasione si è accompagnato alla crème de la crème britannica in fatto di produzioni. Al suo fianco, infatti, il poliedrico Mark Ronson – tra i principali artefici del successo di Amy Winehouse –, Ethan Johns, Paul Epworth e Giles Martin. Ronson è uno che sa spaziare con facilità disarmante dal pop rock all’hip hop. Epworth ha un percorso musicale che non si discosta troppo da quello di Ronson e vanta collaborazioni con John Legend e Bruno Mars, tra gli altri. Ethan Johns è tra le figure più influenti nella scena indie rock e ha prodotto cose per Kings Of Leon e Joe Cocker. Giles Martin, infine, è figlio d’arte. Una garanzia, in un certo senso: il padre George, anche lui Sir, fu tra i principali collaboratori dei Beatles.
E poi c’è lui, Macca, indiscusso punto di riferimento per l’intera durata dell’album. Non solo perché lo firma – sarebbe fin troppo riduttivo metterla su questo piano –, ma in quanto artista che mai si è adagiato sugli allori. McCartney, anzi, ha sempre sperimentato sound innovativi. In New la ricerca per qualcosa che eviti di suonare come “già sentito” è resa più evidente che in passato e Sir Paul sprizza energia da tutti i pori. Te ne accorgi già alla prima traccia (Save Us) o nella ballata I Can Bet. Qualche giorno fa, per promuovere l’album, è salito sul pianale di un pick-up e ha improvvisato un mini concerto – un quarto d’ora circa – a Times Square, in pieno centro a New York. Così, senza particolare preavviso se non un’ora prima via Twitter. Non male per un giovane vecchietto, no?
C’è chi sostiene che New sia il miglior album solista di Paul McCartney. Forse è presto per annoverarlo tra i grandi classici, ma di sicuro dimostra che a 71 anni il baronetto ha ancora molto da insegnare alle star del pop internazionale. È come se avesse detto loro: “Scansatevi, tocca ai grandi adesso”. E scusate se è poco.

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