25 ottobre 2013

Privilegi

Sono orgoglioso di presentare il nuovo formato per tablet di T-Mag. Sfogliavo poco fa l'ultimo numero pubblicato oggi, La ripresa non sarà per tutti, e ho pensato alla fortuna che ho di lavorare ad un giornale edito da un istituto di ricerca. Una fortuna che in giornate come queste mi godo leggermente di più, ad aprire le home page dei principali quotidiani italiani. Mentre il mondo si interroga sul datagate, tutti gli indicatori economici rilevano per il nostro Paese una situazione stagnante, mentre, insomma, le riflessioni in generale dovrebbero essere non dico intelligenti, ma accorte almeno, il giornalismo tricolore è impegnato come al solito a fare costante pubblicità a Berlusconi, a dare adito ai deliri grillini, a immaginare (perché per ora è consentito giusto immaginare) il futuro del Pd e dell'Italia con Renzi.
Io no. Io, momentaneamente, posso scegliere su una vasta scala di priorità. E la mia personalissima agenda setting è inversamente proporzionale al dibattito mediatico. Lo reputo un grosso privilegio. 
L'Italia è il Paese in cui un professore, ex premier tecnico, se la prende con una giornalista che gli ha messo in braccio un cane in tv; è il Paese in cui qualsiasi – qualsiasi – starnuto di Berlusconi viene interpretato come un tentativo di strappo con il governo; è il Paese della spasmodica attesa per la decadenza del senatore Berlusconi; è il Paese delle primarie democratiche, perché loro le primarie, vere, le fanno. È il Paese dei documenti congressuali, libri dei sogni paragonabili al buco con il niente intorno. Frasi fatte (e sconnesse), cose ovvie.
Il segretario in pectore, Matteo Renzi, è fantastico in questo senso. Legge elettorale? “Una legge che sia chiara, che faccia sapere subito chi ha vinto e chi ha perso, che garantisca a chi ha vinto di poter fare, a chi ha perso di controllare e soprattutto ai cittadini di giudicare”. Un piano per il lavoro? “Da presentare al Paese prima del prossimo Primo maggio per raccontare che idee abbiamo noi del lavoro, dalla possibilità di assunzioni a tempo indeterminato per i giovani con sgravio fiscale nelle aziende per i primi tre anni fino all’investimento necessario per chi si trova senza lavoro all’improvviso a cinquant’anni”. 
Io mi sento un privilegiato, per adesso.