17 ottobre 2013

Una ripresa graduale. Molto graduale

Non sono un fautore della stabilità politica a tutti i costi (l'ho scritto anche recentemente), non fosse altro che non è struttura organica in Italia. Semmai è vero il contrario. Oggi, però, dopo un breve summit redazionale, ci siamo interrogati sulle raccomandazioni che da più parti arrivano sulla tenuta della maggioranza e sulla stabilità politica, pena il caos. Proprio ieri la Banca d'Italia ha diffuso il consueto bollettino economico in cui, tra le righe, mette in guardia da qualsiasi scenario che contamini la stabilità – economica, politica – quasi fosse lo sponsor del governo, ergo delle larghe intese. 

È essenziale non disperdere le opportunità offerte dal miglioramento del quadro congiunturale dell'area dell'euro e dai primi segnali di stabilizzazione in Italia. Le politiche di sostegno alla liquidità delle imprese stanno avendo effetti favorevoli. L'impegno a promuovere la crescita nell'ambito di un disegno riformatore coerente e sistematico e il rispetto scrupoloso degli obiettivi di bilancio rimangono elementi cruciali per sciogliere i nodi che soffocano la capacità competitiva dell'economia italiana. Il rafforzamento dell'assetto istituzionale europeo, di cui l'Unione bancaria è una tappa fondamentale, dovrà anch'esso contribuire al raggiungimento di condizioni più distese sui mercati finanziari nell'area dell'euro e nel nostro paese, concorrendo a interrompere la spirale negativa tra rischio sovrano e banche.  

Una sorta di instabilità politica – così abbiamo convenuto andasse presentata – è stata sperimentata anche in America, dove i repubblicani hanno intrapreso un vero e proprio braccio di ferro con l'amministrazione Obama rischiando di fatto il default. La Fed ha pubblicato, nel giorno dell'accordo al Congresso sul debito, il rapporto sullo stato di salute dell’economia statunitense sostenendo che sì, le condizioni sono tendenzialmente favorevoli, ma che allo stesso tempo è stato rilevato “un aumento dell’incertezza dovuto per larga parte allo shutdown”. 
Ora. Con le dovute proporzioni (la questione oltreoceano è ben più complessa, ovvio), se ogniqualvolta uno starnuto provoca una tempesta come è possibile di questo passo immaginare una ripresa in tempi non eccessivamente lunghi? Hai voglia a dire luce in fondo al tunnel.