3 dicembre 2013

Autonomia: diritti, risorse e lavoro

Autonomia: diritti, risorse e lavoro. Questi i punti su cui si è concentrato l'incontro che si è tenuto a Roma martedì 3 dicembre promosso dalla Fondazione Santa Lucia (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) e dal Consorzio Sociale COIN in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha visto la partecipazione del presidente della Camera, Laura Boldrini, del sottosegretario alla Salute, Paolo Fadda, dell’assessore regionale alle Politiche sociali e sport, Rita Visini, del presidente Legacoop, Giuliano Poletti e di Francesco Rampi, presidente CIV Consiglio di indirizzo e vigilanza INAIL. Una giornata che non voleva essere dedicata alle celebrazioni o alle passerelle, bensì al confronto su aspetti concreti, così come sottolineato da Luigi Amadio, direttore generale della Fondazione Santa Lucia. 
L'Articolo 3 della Costituzione afferma: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. In questo modo ha esordito la presidente della Camera, Laura Boldrini, ricordando cioè i principi sanciti dalla Carta. “La valorizzazione delle diversità – ha sostenuto con convinzione – sono le risorse di una società aperta e democratica. I tagli alla spesa sociale non possono sacrificare i principi fondamentali, è compito della politica non abbandonare la parte più vulnerabile della società”. Di un'Italia silenziosa, ha parlato Boldrini: “Non si possono chiedere ulteriori sacrifici. Mancano progetti per l'intero percorso di vita delle persone disabili. I genitori chiedono: 'Cosa succederà ai nostri figli dopo di noi?'. I diritti delle persone con disabilità devono essere sempre al centro dell'agenda politica, non possono essere spazzati via dai venti di crisi e dai tagli alla spesa”. 
Qualche numero, dunque. Il cosiddetto terzo settore è l'ambito che meglio di altri ha resistito alla crisi economica. “Il non profit – ha osservato Maurizio Marotta, presidente del Consorzio Sociale COIN – ha visto crescere le unità attive (+28%) e gli addetti (+39,4%). In positivo anche il saldo dei lavoratori esterni e di quelli temporanei (+169,4% e +48,1%). I volontari impegnati nel non profit sono aumentati del 43,5%. Il contributo al Pil nazionale nel 2011 è stato pari al 3,4% con un incremento, in dieci anni, del 122,6%”. 
Eppure l'inclusione sociale viene considerato da molti un mero costo e non un obiettivo condiviso. Non a caso lo slogan che negli anni ha accompagnato l'azione del movimento delle persone con disabilità è stato Prima di tutto cittadini. “La conquista di leggi sul lavoro, la cooperazione sociale integrata, la scuola, lo sport e l'assistenza socio-sanitaria rappresentano il risultato di questo impegno”, ha ricordato Marotta. Ma questo processo positivo “corre ora il rischio di subire un arresto se non un consistente arretramento anche a causa della recessione e della forte crisi che ha colpito la nostra economia. I tagli lineari alla spesa sociale e sanitaria stanno producendo fenomeni di progressiva emarginazione, esclusione sociale, discriminazione, condizioni economiche sfavorevoli che gettano nella disperazione migliaia di persone”. E ancora: la progressiva cancellazione del Fondo nazionale per le politiche sociali, l'inadeguatezza del Fondo per la non autosufficienza, il taglio del fondo per il diritto al lavoro, la disoccupazione crescente e il blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione, le pensioni di invalidità ferme a circa 250 euro mensili. “La legge 68/99 sul collocamento obbligatorio è puntualmente disattesa vista la totale assenza di controlli. La legge prevede un 7% di assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili. Risulta che solo il 6,2% delle aziende occupa un disabile e il 2,2 occupa un disabile psichico”. 
“La disabilità – aveva chiosato Laura Boldrini durante il suo intervento – diventa handicap solo quando è marcata dall'egoismo”.

(anche su T-Mag)