13 maggio 2014

I temi delle europee: i flussi migratori


Il presidente del Parlamento europeo e candidato del Pse alla presidenza della Commissione europea, Martin Schulz, si dice “scioccato”. L’ennesima tragedia in mare, che il 12 maggio è costata la vita a 17 persone al largo di Lampedusa provenienti dalle coste africane, riporta alla mente quanto accadde l’anno scorso, nel mese di ottobre. Soltanto un mese fa il governo informava che dal 18 ottobre 2013 erano state tratte in salvo 18 mila persone grazie all’operazione Mare Nostrum, avviata dal precedente esecutivo Letta, al fine di evitare drammatici epiloghi come quello di alcuni giorni prima. 
Il tema immigrazione interessa la campagna elettorale in vista del voto per il Parlamento di Strasburgo del 25 maggio, soprattutto in Italia. Sul triste evento è intervenuto il governo, in quanto parte chiamata in causa, senza mezzi termini: “L’Europa salva le banche ma non i bambini” (Renzi); “Non si sacrifica la vita per un voto alle europee” (Alfano); “C’è consapevolezza che non è questione che riguarda solo l’Italia o solo i paesi del sud del Mediterraneo” (Mogherini). 
I viaggi della speranza, senza considerare i tempi tecnici con cui si ottiene il lasciapassare, non terminano una volta raggiunto il nostro paese. Il più delle volte proseguono verso nord. Rifugiati politici, persone che fuggono dalla miseria e dalle guerre, mirano spesso a oltrepassare i confini italiani. Già, perché la crisi occupazionale colpisce persino loro. I dati relativi al 2011 hanno censito 571 mila rifugiati per la Germania, 210 mila per la Francia, 194 mila per il Regno Unito, 87 mila per la Svezia, 75 mila per i Paesi Bassi e 58 mila per l’Italia. La scarsa domanda di lavoro obbliga a rivedere i propri piani. Sono oltre un milione e duecentomila, infatti, i lavoratori immigrati che vivono nell’area della sofferenza e del disagio per effetto della crisi economica. Almeno uno su due decide di ripartire, considerato che tra il 2011 e il 2012 il tasso di occupazione degli stranieri è diminuito dell’1,7%, con un tasso di attività sostanzialmente invariato. Il tasso di disoccupazione è aumentato invece del 2%, passando quindi dal 12,1% del 2011 al 14,1% del 2012. 
Il commissario europeo Cecilia Malmstrom ha assicurato che nel prossimo Consiglio si discuterà di “come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo”. Da par suo, Schulz ha affermato che “l’Europa deve urgentemente prendersi le sue responsabilità per mettere fine a questa catastrofe”. “Non possiamo continuare – ha quindi aggiunto – a girarci dall’altro lato lasciando l’Italia, la Spagna, la Grecia o Malta affrontare da sole queste situazioni drammatiche”. 
Il candidato del Ppe, Jean-Claude Juncker, intervistato da Repubblica, ha ricordato che “i rifugiati che dall’Africa arrivano a Lampedusa vogliono andare in Europa, e la questione dell’immigrazione illegale riguarda tutti gli europei. Dobbiamo dare una risposta al problema, drammatico anzitutto per chi prende quei barconi”. Dello stesso avviso il candidato liberale Guy Verhofstadt: “È una responsabilità di tutta l’Europa”. Intanto la stagione degli sbarchi è appena cominciata. 


(anche su T-Mag)