17 luglio 2014

Intervista a Dj Manipulator

Tutto è cominciato con un nostro tweet che lui ha aggiunto tra i preferiti. Di lì l’idea: perché non proporgli un’intervista? Dj Manipulator è un produttore hip hop statunitense proveniente dal Massachusetts, fuori da alcuni giorni con Private Stock insieme al rapper Louie Gonz. È un lavoro che abbiamo proposto anche qui su Supreme Radio (si può scaricare gratuitamente su Dj Booth) e che ci è piaciuto parecchio. Lo abbiamo contattato via mail e dj Manipulator si è presto detto felice di poter rispondere alle nostre domande. Prima, però, abbiamo indagato su di lui. E abbiamo scoperto che oltre ad avere rilasciato diversi album strumentali (tutti di assoluta qualità), ha anche lavorato al fianco di gente come El-P, M.O.P. e Joe Budden. E scusate se è poco…

Come nascono il progetto Private Stock e la collaborazione con Louie Gonz?
Io e Louie ci siamo incontrati circa quattro anni fa. Da quel momento abbiamo iniziato a frequentare la stessa cerchia di amici, tutti che fanno musica, così da passare del tempo insieme, ubriacarci e fare rap. Un giorno Louie ha portato qualche birra Private Stock e prima che iniziassimo a registrare ci è venuta l’idea di fare un intero album dal titolo Private Stock. Nel corso degli anni abbiamo passato tutti i tipi di stronzate, ma siamo sempre rimasti sul pezzo e lentamente abbiamo lavorato al progetto fino a quando non è stato concluso.

Secondo noi che abbiamo ascoltato attentamente l’album, Private Stock si presenta molto in stile old school. Cosa ne pensi dell’attuale musica hip hop?
Credo che l’hip hop sia ad un livello accettabile al momento. Hai una caterva di stili diversi mescolati tra loro ed è impressionante, ma allo stesso tempo c’è troppa musica di merda là fuori e oggi è così facile diventare un rapper o un produttore che la musica è inondata di persone che cercano di ottenere successo e alcuni di loro potrebbero non avere le migliori intenzioni. In definitiva cerco di rimanere fedele a me stesso e non seguo le tendenze. Speriamo che tutte le persone che stanno facendo musica per amore sapranno arrivare dove vorrebbero essere.

Non vogliamo una definizione generica di hip hop. Vorremmo capire cosa l’hip hop è per te.
Per me l’hip hop è solo una forma diversa di musica. Nutro profondo amore e apprezzamento per così tanti tipi di musica che non credo alle diverse categorie della musica. La musica mi definisce come persona, funk, jazz, hip hop… Tutto ciò ha la stessa importanza per me.

Quali sono i tuoi artisti preferiti?
Di solito ascolto Madlib e Dilla. Non ascolto tanto i nuovi ragazzi, ma l’album di Schoolboy Q (Oxymoron, ndr) è stato come una droga e sono un fan della Odd Future, ma non riesco a pensare a nessun altro in questo momento.

Quali sono a tuo avviso, anche per quanto riguarda i temi trattati, le principali differenze tra gli artisti underground e quelli mainstream?
Oggi tutto ruota attorno a quanta visibilità si ottiene, questo è tutto. Si potrebbe fare musica terribile, ma se si ottiene una certa visibilità e si lavora duro allora qualcosa accadrà. C’è gente nel sottobosco che fa lo stesso tipo di musica che passa alla radio, ma che non riesce ad avere la giusta dose di pubblicità per diventare famoso.

Cosa ispira le tue produzioni?
Ciò che sento quando ascolto il campionamento. È quello che ispira i miei beat. Potrei sentirlo un giorno in un modo e il giorno dopo in un altro. Dipende tutto dalle sensazioni che provo.

Grazie per il tempo che hai dedicato a Supreme Radio. Puoi svelare qualche nuovo progetto?
Ho molti progetti in cantiere, ma non voglio parlarne per adesso. Alcuni progetti non sempre vanno nel modo che si desidera o necessitano di più tempo del previsto. Accenno solo che voglio mettere fuori un sacco di buona musica quest’anno, ma sarà il tempo a dirlo.

(anche su Supreme Radio)