2 ottobre 2015

Ripresa a fasi alterne

Il ciclo economico si conferma positivo, ma non a ritmi elevatissimi. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ribadito che sta tornando la crescita nell’Eurozona, sebbene – rilevava qualche settimana fa l’Istituto di Francoforte – il ritmo sia ancora lento. Ma l’indice di fiducia di consumatori e imprese è in salita (anche sul fronte occupazionale, che intanto in Italia registra progressi) e fa ben sperare per il futuro. Restando nell’ambito delle conferme, in termini di fasi altalenanti, ma comunque in territorio positivo, la prima giunge dall’indice Pmi manifatturiero elaborato da Markit (Purchasing Managers Index) che nell’Eurozona mostra un lieve calo a settembre, a 52 punti, dai 52,3 di agosto (ad ogni modo si tratta di un dato previsto). Sopra i 50 punti l’indice sta a significare una fase espansiva (al di sotto di quella soglia si è invece in contrazione) e nell’Eurozona prosegue da dieci mesi. Anche per quanto riguarda l’indice Pmi manifatturiero dell’Italia si registra una diminuzione arrivando a 52,7 punti dai 53,8 di agosto, il livello più basso da febbraio. Soltanto a luglio, tuttavia, aveva toccato quota 55,3 punti dai 54,1 di giugno, segnando il ritmo più veloce in oltre quattro anni. In poche parole l’indice è saldo, al di sopra della soglia cui segue una fase di contrazione, e lo è per l’ottavo mese di fila. La prestazione risulta poi in linea con quanto avvenuto in Germania, dove l’indice Pmi è sceso nel mese di settembre a 52,3 da 53,3 di agosto. Torna in territorio positivo, invece, seppur marginalmente, la Francia il cui indice Pmi manifatturiero è salito nel periodo di riferimento a 50,6 punti dai 48,3 punti di agosto. Ora il momento di crescita lenta del ciclo produttivo, che si spera non faccia ricadere l’Eurozona in stagnazione, deriva da un andamento più lento delle esportazioni a causa del calo della domanda dei mercati emergenti (che ripercussioni, presto o tardi, avrebbe avuto anche sul vecchio continente). In fondo anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale aveva avvertito pochi giorni fa che la crescita globale è “incerta” e che sarà quest’anno più debole del 2014, con una moderata accelerazione nel 2016.

(anche su T-Mag)