13 maggio 2016

Dalla crisi al (lento) recupero: il Mezzogiorno oggi

Nell’estate del 2015 le anticipazioni del Rapporto Svimez illustrarono un quadro economico del Mezzogiorno poco lusinghiero, con toni quasi allarmistici (disoccupazione record, Pil giù da sette anni, il Sud cresce meno della Grecia…), tuttavia in linea con le precedenti rilevazioni. Più avanti, però, si fece anche notare come, proprio nel 2015, il Mezzogiorno aveva mostrato segnali incoraggianti, una lieve risalita dopo anni di crollo economico. La notizia, positiva, di oggi è che il trend sembra confermarsi anche nei primi mesi del 2016. Certo i problemi restano: il Sud presenta ancora i suoi ritardi atavici, appesantiti dalla crisi economica. Ad esempio – osserva il rapporto semestrale previsionale sull’economia del Mezzogiorno realizzato da Diste Consulting per Fondazione Curella e presentato a Palermo – dal 2008 nell’area (Isole comprese) sono scomparse più di 60 mila imprese e hanno chiuso l’11% di quelle artigiane. Nel 2015, poi, sono diminuiti di circa mezzo punto percentuale i disoccupati, con un tasso ora al 19,4% (-0,6% rispetto al 2014). A conferma, perciò, di un recupero in atto, ma ancora lento. In effetti gli anni della crisi hanno avuto effetti piuttosto negativi: la perdita economica, quantificabile in 12,5 punti, ha riportato il Sud indietro di vent’anni. Ma nel 2015 l’inversione di tendenza si è vista nel timido +0,3% di Pil. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il tasso di mancata partecipazione (o tasso di disoccupazione allargato) si è attestato nel 2015 nel 37,9%. La disoccupazione giovanile, invece, ha toccato il 54,1% (nel Cenro-nord si è “fermata” al 32,6%). Ad ogni modo le buone notizie proseguono, in particolare le previsioni per la seconda metà del 2016. Il Pil del Mezzogiorno, secondo lo studio Diste Consulting, dovrebbe crescere dello 0,8% e dell’1,1% nel Centro-Nord, la domanda di lavoro dovrebbe aumentare dell’1,2%, 70 mila i nuovi posti di lavoro creati, con una diminuzione del tasso di disoccupazione (al 18,6%). In questo senso va ricordato che altre indagini hanno rilevato un migliore andamento dell’economia del Sud. Secondo il Rapporto PMI Mezzogiorno condotto da Confindustria e dal CERVED (con la collaborazione di SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) nel corso del 2016 le piccole e medie imprese meridionali dovrebbero veder crescere tanto il fatturato (+2,8%) quanto il valore aggiunto (+4,1%).

(anche su T-Mag)