30 novembre 2016

L’Europa e quell’eterno confronto Italia-Germania

La prima cosa che risalta agli occhi è il giudizio sull'adesione all'Unione europea: il 43% dei tedeschi lo ritiene un vantaggio, la stessa quota di italiani lo considera invece uno svantaggio. Analogamente, rispetto alla moneta unica, tra i tedeschi prevale l'idea che dall'euro derivino vantaggi (il 41%, ma il 30% sostiene che vantaggi e svantaggi si equivalgono) mentre tra gli italiani il 53% è convinto che siano di più gli svantaggi (la vede in maniera diametralmente opposta appena il 19%). Quando è cominciata questa dicotomia Italia-Germania, che non fosse esclusivamente calcistica? Sicuramente la crisi economica e le politiche rigoriste di Bruxelles hanno inciso parecchio su percezioni e capacità di giudizio. Mentre la Germania cresceva, l'Italia era in recessione. Così italiani e tedeschi hanno cominciato ad avere opinioni alquanto discordanti, sulla propria situazione e su quella dei vicini. Ma fino a che punto coerenti con la realtà dei fatti? A queste domande prova a rispondere uno studio commissionato dalla Fondazione Friedrich-Ebert-Stiftung, di cui si è discusso all'ambasciata tedesca, a Roma, il 30 novembre 2016. La percezione della politica italiana e tedesca rispettivamente dal punto di vista dell’altro paese non nasconde sorprese. Ad esempio in Germania ci vedono meglio di quanto facciamo noi: in una scala da 1 (“distaccata rispetto al resto d'Europa”) a 10 (“leader in Europa”) i tedeschi danno un giudizio più positivo degli italiani su potenziale economico (5,5 a 4), previdenza sociale (5,4 a 4,4), qualità della vita (6,8 a 4,6), sistema scolastico e formativo (5,8 a 4,6) e, seppure in misura minore, assistenza sanitaria (5,6 a 5,1). Le stesse voci ottengono risultati molto simili da entrambi i lati, con punteggi attorno al 7, relativamente alla posizione della Germania all'interno dell'Ue.

IL RUOLO DELLA GERMANIA E DELL'ITALIA NELL'UNIONE EUROPEA
Sulle sfide per l'Unione, italiani e tedeschi indicano priorità diverse, coerenti, però, con quelli che sono i temi più dibatutti nei due paesi. Per i primi, ad esempio, combattere la disoccupazione (48%), rilanciare l'economia (38%) e la politica in materia di rifugiati (26%) sono tra i principali compiti dell'Ue; per i secondi lo sono la politica in materia di rifugiati (43%), proteggere dal terrorismo (36%) e assicurare la pace (26%). Per quanto riguarda i problemi che destano preoccupazione, lo scacchiere internazionale – dal confronto con la Russia e la crisi in Ucraina – è preso in considerazione maggiormente dai tedeschi, gli italiani pensano più al futuro dell'integrazione europea, alla crescita debole nell'Eurozona o alle conseguenze economiche della globalizzazione. In generale, comunque, quello che emerge è un giudizio nei confronti della Germania di un paese capace di trarre maggiori benefici dalle diverse situazioni, siano i rapporti economici tra i due partner europei o dalla moneta unica. Se la maggior parte dei tedeschi reputa che il loro paese debba assumere la leadership nell'Ue, solo il 30% degli italiani la vede allo stesso modo. Ma soprattutto sono molti gli italiani – rispettivamente il 75% e l'81% degli intervistati – a sostenere che nell'ambito della crisi dell'euro la Germania dovrebbe tenere conto degli altri paesi e non abusare del proprio ruolo all'interno della Unione. E se il 78% degli intervistati italiani pensa che il proprio paese debba ricoprire un ruolo più importante nell'Unione europea, a dirsi d'accordo è il 42% dei tedeschi.

(anche su T-Mag)